Lost

PROPOSTA 1 E se la tua canzone preferita diventasse una storia raccontata da te?

Gioca con il testo, rielaboralo o arricchiscilo di nuovi particolari.

Se si pensa a Los Angeles vengono in mente tantissime cose: Hollywood, il sole, le palme, il mare; insomma tutto ciò che ci si può aspettare da questa iconica città. Per loro due, che avevano visitato tutto il mondo, era semplicemente un altro scalo del loro lungo e tortuoso viaggio. Il suo lavoro, se così lo poteva definire, era sicuramente peculiare, ma quando nasci e cresci nelle periferie più buie e pericolose della città impari presto che è l’unico modo per sopravvivere. Certo fare il trafficante di droga è immorale però intanto permette di continuare a vivere. Aveva conosciuto la sua ragazza in un club proprio mentre lavorava e lo considerava abbastanza simbolico perché ormai pensavano solo ad andare a divertirsi e a lasciarsi trasportare da quello che la notte aveva in serbo per loro. Lei aveva subito deciso di aiutarlo, basta nascondere 2 bustine di polverina bianca nel reggiseno, alcune messe in altre parti ed è fatta. In fin dei conti sapeva di amarlo e sapeva anche che se vieni dai bassifondi della città, tutto ciò che desideri resterà probabilmente sempre un sogno.                                                                                    

All’inizio, durante il loro primo viaggio insieme, dopo tutta la paura e il nervosismo, la ragazza era stata assalita da un senso di adrenalina pura, un brivido di eccitazione che le percorreva tutto il corpo e da quel momento aveva iniziato a rincorrere quella particolare sensazione, ogni volta ne aveva bisogno sempre di più quasi come se ne fosse completamente dipendente. Ad ogni trasporto però perdeva se stessa pezzo dopo pezzo. Non importava dove fosse, a Miami, ad Amsterdam, a Tokyo, in Spagna o in India, si perdeva nel brivido, nel calore, nell’emozione di quell’esperienza e ne erano entrambi consapevoli. Lei era cambiata e lui desiderava solamente che lei uscisse da quel circolo vizioso ma nonostante ogni volta si promettesse che sarebbe stata l’ultima, tutto restava lo stesso e si andava in cerca di un altro colpo e poi di un altro e di un altro ancora. Capitava spesso che i sensi di colpa non lo facessero dormire: era stato lui a farla diventare così e poi nonostante si rassicurasse ogni notte che per lei voleva solo il meglio, era lui a dirle ogni volta di restare con lui ancora per un po’ e a rassicurarla dicendole che non avrebbe mai permesso che la scoprissero. Ah, le cose che si fanno per amore. Alla fine si sa, gli esseri umani parlano tanto di coerenza e rispetto, di mettere l’amore davanti a qualsiasi cosa ma tutti pensano a se stessi in questa inconsapevole gara alla sopravvivenza. Esattamente come lui voleva che lei rimanesse, lei era ormai consapevole di non potersi staccare da lui.  Si fermava a guardarlo la sera, dopo aver eseguito il loro compito, pronto ad andare a divertirsi, con la sua camicia di seta di Versace che lei gli aveva regalato. Non poteva negare che insieme funzionassero: si capivano con uno sguardo, sapevano cosa l’altro stesse pensando e si erano ormai abituati l’uno all’altra. 

Sognavano entrambi un giorno di avere una famiglia ma ci vuole coraggio a far fiorire un nucleo familiare da quello che era il loro passato. Eppure lui continuava a prometterle che un giorno sarebbero scappati da qualche parte, che sarebbero stati solo loro, che avrebbero avuto una famiglia e almeno all’inizio ci credeva anche lui.                                                                                                              Quella notte dopo essere usciti dalla discoteca, in qualche modo si erano ritrovati in spiaggia. Si stesero sulla sabbia a guardare le stelle, si sentivano, come ogni notte, come se stessero fluttuando a 100 m da terra. Tutto il caos e il divertimento della serata, erano confluiti in quel momento di pace e tranquillità. L’oceano in sottofondo e il vento leggero che sfiorava i loro volti creavano un’atmosfera quasi surreale, sarà stato tutto quello che avevano preso in precedenza, ma sembrava di essere in un sogno. Anche le loro voci e i loro sospiri parevano essere fuori campo, come se fossero doppiati o se stessero cantando in playback. Non c’erano tantissime stelle ma sembravano brillare particolarmente e una strana sensazione si era infiltrata nei loro cuori: tutto sembrava perfetto. La ragazza iniziò a pensare: voleva sul serio smettere con quello stile di vita? Un lavoro normale avrebbe mai potuta accontentarla? Avrebbe mai trovato pace in quella routine ripetitiva? Avrebbe mai smesso di rincorrere la libertà? Era in grado di gestire una famiglia? In quel preciso momento delle loro esistenze erano temerari e pronti a tutto ma sarebbero invecchiati e se non fossero mai usciti da quel giro? Tantissime domande le rimbombavano in testa, contrastando l’atmosfera onirica di quel momento.  Non poteva negare che la qualità della sua vita fosse migliorata negli ultimi anni, da quello che facevano aveva ricevuto tantissimi benefici però era cambiata tantissimo. Un’improvvisa e intensa tristezza la assalì, non era stata la consapevolezza di essersi persa ad averla colpita ma la certezza che non sarebbe mai più tornata quella di prima. Per la prima volta, dopo tanto tempo, aveva paura. Era sicura che qualcosa da quel momento sarebbe cambiato: non avrebbe mai potuto continuare a fare quello che stava facendo senza sentire di essere stata travolta da tutto ma, allo stesso tempo, non poteva rinunciare al suo stile di vita perché era l’unica cosa che la facesse sentire viva. La situazione sembrava essere quasi un paradosso e forse, in tutta la sua contraddizione, lo era anche lei.                                                                                                             

Anche il ragazzo intanto si era abbandonato ai suoi pensieri più profondi, pensava a quanto mentire fosse ormai diventato prerogativa di ogni sua giornata. Mentiva a tutti , in continuazione: a lei, alla sua famiglia, alle persone che incontrava, a se stesso. Aveva paura di perdere tutto, che le sue bugie sarebbero crollate da un momento all’altro e ogni sua certezza sarebbe sparita. Guardò la ragazza e per la prima volta non riuscì nemmeno ad intuire a cosa stesse pensando, forse non la conosceva come credeva ma d’altronde non conosceva nemmeno se stesso. Osservò più intensamente le stelle e si chiese se il suo destino fosse scritto lì, ne dubitava fortemente. Tutto ciò che in quell’esatto istante stava passando era quasi inesistente in confronto all’universo. Tutte le cose che provava, la sua vita, il suo lavoro erano insignificanti se messi vicino alla vastità dell’universo. Era fermamente convinto che non ci fosse nessun fato, nessun destino, solo una lunga serie di coincidenze e una buona dose di sfortuna. Non era la prima volta che indugiava in quei discorsi, anzi l’incertezza e l’instabilità di quella situazione quasi lo calmavano e quindi ci rifletteva spesso. Era facile però pensare solo a quello, scacciando via i sensi di colpa e il passato, che lo perseguitava molto più di quanto avrebbe mai ammesso. Fu proprio in quel momento, senza nemmeno sapere bene il perchè , che si sentì completamente intossicato da tutto. 

 Allungò la sua mano prendendo quella della ragazza e mentre il mare li cullava in un sonno profondo, pensò che forse si era perso anche lui.  

Canzone: lost di Frank Ocean

link al testo della canzone: https://genius.com/Frank-ocean-lost-lyricslink alla canzone: https://www.youtube.com/watch?v=fB709G9BWQc

Giorgia Giunco 3BL

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